L’angolo delle occasioni e il matrimonio smontato

 

Mai avrei pensato, quando ho accettato con entusiasmo di illustrare questo libro, di seguirlo poi in un cammino che si muove in varie direzioni.
L’angolo delle occasioni di Silvia Allegri e Susanne Probst dopo il successo in libreria è diventato un audiolibro e ora ispira un laboratorio teatrale.
I performers Nicolò Sordo e Enrico Ferrari hanno infatti scorto nei capitoli del libro – un catalogo impietoso e ironico delle debolezze e sciatterie umane nell’ambito delle relazioni – gli spunti per una riduzione per la scena da realizzare attraverso il percorso di un laboratorio teatrale.

Individuato il primo obiettivo nel matrimonio, un piccolo gruppo sì è messo al lavoro e partendo da aneddoti e riflessioni presenti nel libro in un mese ha realizzato un esempio di teatro minimo proposto al pubblico la sera del 24 gennaio in due esibizioni presso la sala prove del Teatro S. Teresa a Verona.
Nessuna scena e costumi al minimo, tutto è affidato alla parola e alla gestualità: una scaltra wedding planner gestisce le persone dandole in pasto a una giornalista in cerca di storie personali; una mamma piuttosto svalvolata che non vede l’ora che la cerimonia si concluda realizzando il suo transfer di magnificenza riversato sulla figliolanza; lo sposo che inclina più in direzione della play station che verso la vita coniugale; la sposa chiaramente riluttante che alla fine – uscito di scena l’improbabile promesso – si butta tra le braccia dell’amica testimone chiedendo di sposare lei, il vero amore. E un prete che, messe via velocemente ritrosie e titubanze, scivola via dalle esortazioni di papa Francesco e benedice l’unione arcobaleno, sperando che qualche scoop sull’avvenimento gli faccia conquistare like e notorietà.

Trenta minuti di godibile ironia, smontando con l’utilizzo dell’esagerazione ipocrisie, luoghi comuni e tradizioni che ormai esistono (e resistono) solo nei meccanismi imposti dal consumismo.
Ora si affronteranno altri capitoli in un progetto che si propone di teatralizzare tutto il libro. È un obiettivo ambizioso, ma l’insieme delle persone coinvolte – autrici, registi, attori – ha dimostrato di avere la voglia e l’affiatamento necessari per portarlo felicemente a termine.
Ne sono sicuro.

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