Il terzo scenario

Tutti stiamo cercando di capire come andrà a finire questa crisi innescata da chi qualche ora prima di provocarla inneggiava ai successi del governo.
Salvini, senza peli sulla lingua (ma tanti sul capiente stomaco) ammette che vuole capitalizzare i sondaggi e chiede di andare subito alle elezioni. Ma quel “subito” si dimostra figlio dell’ignoranza – gravissima da parte di un ministro – perché, Costituzione alla mano, prima di andare alle urne passerebbero settimane se non mesi con tutti i danni per un’economia già in coma. Non ci credo, e non ci crede più nemmeno lui perché prima voleva competere da solo e ora che comincia a capire la stupidata che ha fatto chiede soccorso a Meloni e Berlusconi.
Renzi lancia l’idea di un patto con i grillini per salvare la legislatura e raddrizzare le sorti del Paese senza cedere ad avventure pericolose. Salvini si dice contrario ma ha tutto da guadagnarci perché questa soluzione gli consentirà di fare il martire dall’opposizione e accrescere i consensi; ma anche non potrà più godere della visibilità e del potere di cui gode adesso.
Il rischio c’è, ma se congegnata bene sarebbe la soluzione migliore almeno per frenare la deriva – politica, economica, sociale – sulla quale il Paese è ormai avviato.
Che almeno si parlassero, come poteva avvenire già più di un anno fa prima che tutto si concludesse nel modo che abbiamo sotto gli occhi e che già in tanti vedevamo non per bravura ma perché era evidente anche ai ciechi. Venimmo definiti gufi, rosiconi, soloni, parrucconi, culidipietra, professoroni, quelli della palude, accozzaglia, e via renzando. Ora ci si chiama a raccolta e mi può andare anche bene, ma mi chiedo quale capacità di leggere le situazioni abbia chi fa questo appello.
Non mi scandalizzo perché la politica è anche questo, ma sono convinto che poco più di un anno fa al toscano non conveniva perché sarebbe stato in seconda linea, oggi può presentarsi come salvatore della Patria e incassare parecchio.
C’è però un terzo scenario che solo in pochi stanno scorgendo: che tutto questo alla fine diventi un’opportunità per i compagnucci ora al governo di rimescolare le carte e rimettersi a far danni; per Salvini, che divora tutto, non ci sarebbe nessun problema a rimangiarsi la sfiducia in cambio di qualche odiata poltrona in più.
Se è così Zingaretti e Renzi stanno solo tirando la fune sulla quale Di Maio e Salvini stanno in equilibrio.

Spero di sbagliarmi.

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