Matteo Salvini, il credente farlocco per un popolo di creduloni

Matteo Salvini ha chiuso il comizio di Pontida con un giuramento e col rosario in mano, come aveva fatto in piazza Duomo a Milano, il 24 febbraio, quando a chiusura della campagna elettorale delle politiche giurò sul Vangelo “di essere fedele” al suo popolo. Aveva il rosario in mano anche il primo giugno di quest’anno quando è salito al Quirinale per il giuramento del governo giallo-verde. “Questa non è una riunione di partito, non è un comizio, è una domenica di famiglia di comunione e comunità – ha detto il segretario leghista dal palco di Pontida – Questa non è la fine di un percorso ma l’avvio di un percorso: questa famiglia dovrà allargarsi e crescere. Ciascuno di voi è mio fratello e mia sorella: i figli di ciascuno di voi sono figli miei”. Poi, sollevando lo sguardo al cielo ha aggiunto: “Penso che ce la faremo con la battaglia di quaggiù e col sostegno di chi è lassù”. E, infine il giuramento. Prendendo dalla tasca il rosario, Salvini ha detto: “Questo lo porto nel cuore perchè mi è stato donato da un parroco e confezionato da donna che combatte in strada”. Poi ha chiesto al suo popolo: “Avete voglia voi di giurare di non mollare fino a che non avremo liberato i popoli di questa Europa?” ottenendo il “sì” del suo popolo. [repubblica.it]

#MatteoSalvini #rosario #razzismo #governo

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